Cosa sono i Patti Digitali
Un Patto Digitale è un accordo informale tra famiglie che, per aiutarsi, scelgono di seguire nella quotidianità le stesse prassi con il desiderio di promuovere un utilizzo sicuro, attivo, creativo e consapevole della tecnologia.
Non si tratta di un regolamento calato dall'alto, ma di un impegno condiviso che nasce dal basso, tra genitori che riconoscono di affrontare le stesse sfide.
A cosa servono
Educare i figli al digitale è più difficile quando ogni famiglia si muove da sola. Coordinandosi collettivamente, i Patti riducono la pressione sociale all'anticipazione e aprono uno spazio di dialogo tra famiglie. In pratica, il gruppo decide insieme cose concrete: l'età giusta per consegnare il primo smartphone, le regole sull'uso a tavola o in camera da letto, quali contenuti e app sono adatti a ciascuna fascia d'età.
A chi si rivolgono
I Patti Digitali coinvolgono gruppi di genitori ai quali talvolta si aggiungono scuole, istituzioni e associazioni, che si coordinano per gestire collettivamente alcuni passaggi chiave dell'educazione digitale. Possono aderire famiglie, istituti scolastici, società sportive, oratori, pubbliche amministrazioni: chiunque abbia un ruolo educativo nella vita dei ragazzi.
Chi li ha creati
I Patti Digitali nascono dalla convergenza tra le attività di ricerca del Centro "Benessere Digitale" dell'Università di Milano-Bicocca e il lavoro delle associazioni MEC, Aiart Milano e Sloworking, con il supporto dello psicoterapeuta e scrittore Alberto Pellai.
Dal 12 dicembre 2025 i Patti Digitali sono una Fondazione ETS, costituita per sostenere e diffondere la rete in tutta Italia e promuovere l'educazione digitale di comunità.